Superato il paese di Oliena, si imbocca la vecchia statale che porta ad Orgosolo.

Arrivati in località “Neosula” si prosegue, verso le vette del Corrasi, per un bellissimo cammino di carbonai, ricavato sotto fittissimi boschi di lecci, corbezzoli e ginepri secolari, fino a raggiungere località “Mancosu”.

Qui il paesaggio inizia a cambiare, il bosco si chiude selvaggiamente formando vere e proprie foreste, aprendosi di rado in piccole finestrelle di luce dalle quali è possibile ammirare dall’alto chilometri di terra incontaminata: montagne, pianure, valli, colline, fino alle cime più alte del Gennargentu, che per buona parte dell’anno rimangono innevate.

Proseguendo sempre per il vecchio sentiero, ai piedi dei costoni calcarei del Supramonte di Oliena, si arriva a “S’ ishala ‘e S’Arena”, affascinante passaggio che permette di superare la bianca e grigia cresta della montagna, per immergersi poi, quasi d’improvviso, in un mondo naturale dalle mille sfumature. Superato quest’ultimo passaggio, sembra essersi calati velocemente in un’altra montagna, ricca di alberi ad alto fusto, di animali domestici e selvatici, il tutto avvolto da un silenzio profondo, rotto qua e là da qualche fruscio o da qualche battito d’ali. Un momento di stasi surreale di forte connotazione emotiva.

Arrivati a “Taletto”, si lascia il fuoristrada e si prosegue a piedi percorrendo i vecchi sentieri dei caprai, che in circa sessanta minuti, ci permette di raggiungere la dolina di “Su Sermone”. Il crollo, lento e costante della montagna, avvenuto in milioni di anni, ha creato un enorme e grande cratere, con un diametro di circa 600 m. e una profondità di circa 250.

Un sommovimento millenario della crosta terrestre ha creato una delle più grandi doline d’Europa, all’interno della quale sembra aver trovato rifugio ogni forma di vita animale e vegetale, con maestosi e imponenti tassi, aceri, lecci e ginepri secolari, splendidi e numerosi branchi di mufloni, “immersi” in un vero e proprio “imbuto” di calcare, dai coloratissimi fiori cangianti quasi fosse un mosaico naturale, dove anche l’aquila reale ha trovato riparo. Superato questo mondo naturale, si prosegue per alcuni minuti fino a raggiungere “Su Hampu ‘e Donanihoro”, un enorme ed esteso pianoro, circondato da bellissimi boschi di macchia mediterranea, disteso ai piedi di un bianco nuraghe, dall’alto del quale si domina l’intero altopiano e le montagne circostanti. Anche quest’ultimo, vero paradiso incontaminato della Barbagia, ricco di fiori e di animali, colori e profumi, fascino e mistero, è il luogo dove anche i vecchi sardi mastrucati trovarono rifugio, costruendo oltre al bianco nuraghe un enorme e importante villaggio.

Lasciato “Donanihoro”, si prosegue per i bellissimi costoni calcarei del Supramonte, con paesaggi mozzafiato che spaziano per decine di chilometri, fino a raggiungere la base della montagna. Qui, si segue il letto di un fiume che si riempie d’acqua solo in occasione di piogge abbondanti e superando alcuni tronchi di ginepro che fungono da gradini, incastonati sulla parete rocciosa dai vecchi caprai, dopo pochi minuti si raggiunge il fuoristrada nella Valle di Lanaitto.

Scheda tecnica

Orario di partenza per l’escursione ore 9:00
Durata escursione: intera giornata
Tipo di escursione: paesaggistica – archeologica – botanica – naturalistica
Difficoltà: alta

Escursione molto impegnativa, suggestiva e singolare per il suo aspetto archeologico – botanico – naturalistico, con paesaggi che spaziano decine di chilometri. È consigliata a persone amanti della montagna e abituate ai trekking molto lunghi. Si cammina circa sette ore a piedi su sentieri di capre e mufloni, è consigliato avere pantaloni lunghi, scarpe da trekking comode, uno zaino per il pranzo al sacco con una borraccia da almeno due litri d’acqua. In giornate molto calde è bene portare un berrettino o una bandana; chi volesse riportare a casa un ottimo ricordo della giornata, una macchina fotografica, una telecamera e dei binocoli.

Si consiglia di non avventurarsi da soli, non superare la guida, seguire sempre il sentiero e non affacciarsi nei dirupi, non rovinare le piante strappando rametti o foglie e non disturbare gli animali della zona. Inoltre per una buona riuscita dell’escursione è bene informare gli autisti, gli accompagnatori o le guide su qualsiasi problema di salute.