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Uno dei tanti percorsi per scoprire panorami da togliere il fiato.
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| Con i trekking a piedi, diamo la possibilità
a qualunque passante, di trascorrere bellissime giornate immersi in un mondo
incontaminato come il Supramonte e il Gennargentu. Mufloni e cinghiali, aquile e falchi, peonie e orchidee, lecci e ginepri, sono i veri "ingredienti" di una montagna dalle mille sfumature, in un armonico "susseguirsi" di cime, valli e colline, immerse in un silenzio religioso, quasi irreale. Grazie alla minuziosa conoscenza del territorio e ad un'esperienza più che decennale nel settore delle nostre guide ambientali escursionistiche, programmiamo tutti i giorni passeggiate e trekking di vario genere e difficoltà, alla scoperta di angoli segreti e misteriosi della Sardegna. Proponiamo camminate di mezza giornata, di un'intera giornata, oppure di più giorni, anche con soste notturne in montagna, pernottando, quando è possibile, negli ovili dei pastori, o adoperando altrimenti, delle comode tende da campeggio. I programmi possono essere mirati e concordati a seconda delle esigenze, studiando anche trekking a tema per gli appassionati di piante, fiori, animali, archeologia, fotografia naturalistica e quant'altro la montagna possa offrire secondo i suoi ritmi naturali. Agli amanti dell'avventura, invece, diamo la possibilità, con l'ausilio di corde, imbrachi e canottini, di attraversare canyon, gole o canaloni tra i più selvaggi e affascinanti d' Europa. Inoltre, vista la posizione geografica del Supramonte e del Gennargentu, organizziamo passeggiate che partono dalle cime più alte della Sardegna e finiscono sul mare, dando l'opportunità a chiunque lo voglia, di vivere e ammirare la maestosità della montagna, ma anche di godere e rilassarsi nel turchese e cristallino mare della costa. Non solo: con le soste negli ovili dei pastori, dove ancora vivono secondo regole antiche quanto il mondo, durante le nostre passeggiate, è possibile fermarsi in loro compagnia, per assistere alla mungitura del bestiame, alla lavorazione del formaggio e della ricotta, e alla preparazione dei loro prodotti, non dimenticando che nel mese di maggio e i primi giorni di giugno, è possibile assistere anche alla tosatura delle pecore. Quindi, in ogni angolo della Sardegna e in ogni periodo dell'anno, offriamo tantissime soluzioni di svago, di incontro e di piacevole partecipazione, vivendo, in prima persona, le passioni e le emozioni di un popolo che ancora vanta canoni esistenziali che altrove sono spenti da tempo. Non tralasceremo però il vero fascino del trekking e delle belle camminate, in un mondo intatto, puro e naturale come il nostro, dove anche un po' di fatica, a fine giornata, sarà immenso piacere. |
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Orario di partenza per l'escursione ore 9:00
Durata escursione: mezza giornata
Tipo di escursione: archeologica - botanica - naturalistica
Difficoltà: media
Escursione di media difficoltà , suggestiva e singolare per il
suo aspetto archeologico - botanico - naturalistico, con paesaggi che
spaziano decine di chilometri. È consigliata a persone amanti della
montagna non abituate ai trekking o passeggiate molto lunghe. Si cammina
circa tre ore a piedi su sentieri di capre e mufloni, è consigliato
avere pantaloni lunghi, scarpe da trekking comode, uno zaino con una borraccia
da almeno due litri d'acqua. In giornate molto calde è bene portare
un berrettino o una bandana; chi volesse riportare a casa un ottimo ricordo
della giornata, una macchina fotografica, una telecamera e dei binocoli.
Si consiglia di non avventurarsi da soli, non superare la guida, seguire
sempre il sentiero e non affacciarsi nei dirupi, non rovinare le piante
strappando rametti o foglie e non disturbare gli animali della zona. Inoltre
per una buona riuscita dell'escursione è bene informare gli autisti,
gli accompagnatori o le guide su qualsiasi problema di salute.
Torna all'inizio
Dopo aver superato il paese di Oliena a bordo dei fuoristrada, si raggiunge
la sorgente di "Su Gologone", si procede in direzione della
valle di "Lanaitto" e arrivati alla base del Monte Tiscali si
percorre a piedi per circa sessanta minuti un vecchio sentiero di carbonai.
In cima alla montagna si attraversa una fenditura naturale nella roccia
che permette in pochi minuti di raggiungere l'ingresso del villaggio,
da cui si domina tutta la valle di Lanaitto, individuando dall'alto, grotte,
siti archeologici e monumenti naturali della zona.
Proseguendo, si accede all'interno della dolina che da centinaia di anni
ospita il villaggio di Tiscali. Unico insediamento in Sardegna costruito
all'interno di una grotta, dove, milioni di anni fa, per un assestamento
della terra, la volta è sprofondata dando vita ad un grande cratere
che l'uomo ha utilizzato come rifugio, costruendo al suo interno piccole
case di pietra e fango, coperte di tronchi.
Nella parte opposta all'ingresso, un enorme apertura formatasi in seguito
al crollo di una pietra dalla parete, permette a tutti i visitatori di
dominare, dall'interno della grotta, la valle e le montagne circostanti
.
Visitato il villaggio si percorre a ritroso il sentiero, e a bordo dei
fuoristrada si arriva negli ovili dei pastori, che prepareranno un pranzo
tipico a base di formaggi, salumi, ricotta e arrosti di carne. Il vino
cannonau, mirto e filu ferru, rallegreranno tutti nel ricordo di una giornata
davvero indimenticabile.
Orario di partenza per l'escursione ore 9:00
Durata escursione: intera giornata
Tipo di escursione: archeologica - botanica - naturalistica
Difficoltà: media
Escursione di media difficoltà, suggestiva e singolare per il suo
aspetto archeologico - botanico - naturalistico, con paesaggi che spaziano
decine di chilometri. È consigliata a persone amanti della montagna
e abituate a passeggiate o trekking non molto lunghi. Si cammina circa
tre ore a piedi su sentieri di capre e mufloni, è consigliato avere
pantaloni lunghi, scarpe da trekking comode, uno zaino per trasportare
una borraccia da almeno un litro d'acqua. In giornate molto calde è
bene portare un berrettino o una bandana; chi volesse riportare a casa
un ottimo ricordo della giornata, una macchina fotografica, una telecamera
e dei binocoli.
Si consiglia di non avventurarsi da soli, non superare la guida, seguire
sempre il sentiero e non affacciarsi nei dirupi, non rovinare le piante
strappando rametti o foglie e non disturbare gli animali della zona. Inoltre
per una buona riuscita dell'escursione è bene informare gli autisti,
gli accompagnatori o le guide su qualsiasi problema di salute.
Torna all'inizio
Dopo aver attraversato il paese di Dorgali si prosegue per Oddoene, una
della valli più belle ed interessanti dell'isola, per le bellissime
distese di oliveti e vigneti e per gli innumerevoli siti archeologici
e monumenti naturali, chiusa tra le creste del Monte Gurttuglios e l'Orientale
Sarda.
Da qui si raggiunge località S'Abbarva dove grazie ad un piccolo
ponticello si attraversa il rio Flumineddu e si prosegue per il canyon
di Gorroppu. Lasciate le macchine si prosegue a piedi imboccando una strada
sterrata, interamente scavata all'interno dei boschi di lecci, corbezzoli
e ginepri secolari, che formano dei veri e propri tunnel naturali con
passaggi "simpatici" e suggestivi. Dopo alcuni chilometri, immersi
nel cuore della macchia mediterranea, si raggiunge la gola di Gorroppu,
canyon tra i più grandi ed interessanti d'Europa, con pareti alte
intorno ai cinquecento metri, che rappresenta di certo, un singolare appuntamento
altrimenti introvabile nel resto del continente. Un'andatura stretta della
gola da', spesso, l'impressione che il cammino ci si chiuda davanti, salvo
poi arrivarci e trovarsi di fronte ad uno scenario irripetibile che si
dischiude quasi d'improvviso. Profumi e colori cangianti accompagnano
il viandante lungo tutto l'itinerario, immerso in una natura incontaminata
come in pochi posti succede di vedere. Il lavoro costante del rio Flumineddu,
che da secoli scorre all'interno della gola, e che, in occasione di piogge
abbondanti si innalza impetuoso fino a riempire buona parte del canyon,
ha trasformato le pietre all'interno del Gorroppu, arrotondandole, smussandole
e modellandole fino a farle diventare vere e proprie sfere di calcare.
Inoltre, questo posto selvaggio, incontaminato e naturale, incastonato
all'interno del Supramonte, offre, con le sue altissime pareti, ottimo
rifugio alle varie specie di rapaci come l'aquila reale, il falco pellegrino
e la poiana, che con un fischio singolare annunciano la loro presenza,
mettendo in allerta i mufloni, i cinghiali e i vari animali selvatici
che abitano nella zona.
Visitata la gola si riparte a piedi e ripercorrendo la stessa strada,
fino al ponte di S'Abbarva si raggiunge il punto di partenza.
Orario di partenza per l'escursione ore 9:00
Durata escursione: intera giornata
Tipo di escursione: paesaggistica - botanica - naturalistica
Difficoltà: medio - alta
Escursione di media difficoltà, suggestiva e singolare per il
suo aspetto botanico - naturalistico. Si cammina a piedi per circa sei
ore percorrendo nella prima parte, una vecchia strada di carbonai, e poi,
dentro il kenyon, superando sassi lisci lavorati dall'acqua. È
consigliato avere pantaloni lunghi, una scarpa da trekking e uno zaino
per il pranzo al sacco con una borraccia da almeno due litri d'acqua;
in giornate molto calde è bene portare un berrettino o una bandana;
chi volesse riportare a casa un ottimo ricordo della giornata, una macchina
fotografica, una telecamera e dei binocoli.
Si consiglia di non avventurarsi da soli, non superare la guida, seguire
sempre il sentiero e non affacciarsi nei dirupi, non rovinare le piante
strappando rametti o foglie e non disturbare gli animali della zona. Inoltre
per una buona riuscita dell'escursione è bene informare gli autisti,
gli accompagnatori o le guide su qualsiasi problema di salute.
Torna all'inizio
Dopo aver superato Dorgali si prosegue in direzione del paese di Urzulei,
imboccando l'orientale sarda, risalente alla dominazione romana, da dove
è possibile godere di un panorama unico e originale. Costeggiando
le creste della montagna si ammira sulla destra il Supramonte di Oliena,
Dorgali e Orgosolo, sulla sinistra le montagne calcaree di Baunei che
scendono a picco fino al mare, formando i lindi arenili di Cala Luna o
Cala Mariolu.
A 1000 metri di altezza, una strada sterrata che passa sopra il paese
di Urzulei, porta su un piccolo promontorio da dove, davanti ad una enorme
vallata si dominano tutte le montagne dell' Ogliastra individuando in
lontananza il mare del golfo di Arbatax e di Santa Maria Navarrese. La
strada prosegue nel cuore del Supramonte, attraversando, pianure, campi,
boschi e guadi fino a raggiungere gli ovili di Seddas Baccas. Si lascia
il fuoristrada e dopo aver fatto una tappa d'obbligo davanti a uno degli
esemplari più belli di Tasso, si inizia la discesa in direzione
del canalone di Gorroppu.
Il bosco di lecci, corbezzoli e ginepri, molto fitto fin'ora, comincia
a scomparire, per dare spazio ad una delle immagini più suggestive
e singolari dell'isola. Le pareti della Codula Orbisi e la Gola del Gorroppu,
le montagne del Supramonte di Orgosolo e i nuraghi Mereu e Presethu Tortu,
formano un vero e proprio anfiteatro naturale diviso dalle acque del rio
Flumineddu.
Raggiunta la vallata, si ammirano i bellissimi e famosi laghetti e le
irregolari pareti della gola, che lo scorrere veloce e continuo dell'acqua
ha scolpito formando dei ripiani sulla roccia che in caso di piogge abbondanti
diventano passaggi obbligati. Quando piove per diverso tempo, tutte le
grotte diventano valvole di sfogo, rigurgitando all'esterno tutta l'acqua
che la montagna ha accumulato, creando delle vere e proprie cascate e
formando veri e propri fiumi che attraversano le montagne fino a raggiungere
il mare. Arrivati all'ultimo laghetto, all'interno del grandissimo anfiteatro,
si può godere dello spettacolare paesaggio naturale con i boschi
di macchia mediterranea, i fiori e piante endemiche, e la presenza di
numerose specie animali come l'aquila reale e il muflone. Per il rientro
si ripercorre lo stesso sentiero fino a raggiungere gli ovili per poi
ripartire col fuoristrada.
Orario di partenza per l'escursione ore 9:00
Durata escursione: intera giornata
Tipo di escursione: paesaggistica - botanica - naturalistica
Difficoltà: alta
Escursione molto impegnativa, suggestiva e singolare per il suo aspetto
botanico - naturalistico, con paesaggi che spaziano decine di chilometri.
È consigliata a persone amanti della montagna e abituate ai trekking
molto lunghi. Si cammina circa sei ore a piedi su sentieri di capre e
mufloni, è consigliato avere pantaloni lunghi, scarpe da trekking
comode, uno zaino per il pranzo al sacco con una borraccia da almeno due
litri d'acqua; in giornate molto calde è bene portare un berrettino
o una bandana; chi volesse riportare a casa un ottimo ricordo della giornata,
una macchina fotografica, una telecamera e dei binocoli.
Si consiglia di non avventurarsi da soli, non superare la guida, seguire
sempre il sentiero e non affacciarsi nei dirupi, non rovinare le piante
strappando rametti o foglie e non disturbare gli animali della zona. Inoltre
per una buona riuscita dell'escursione è bene informare gli autisti,
gli accompagnatori o le guide su qualsiasi problema di salute.
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Attraversato il paese di Oliena, si prosegue su una strada cementata
che dopo alcuni tornanti ci porta in località Monte Maccione. Si
prosegue su una strada sterrata, in mezzo ai boschi di "Sas Prunas
e Tuones", fino a raggiungere "S'Ishala 'e Pradu", suggestiva
terrazza naturale, base di partenza di numerosi trekking anche di più
giorni.
Da qui si possono ammirare, da una parte paesi che distano decine di chilometri,
inseriti in un paesaggio unico e singolare, dall'altra una fetta del Supramonte
fra le più suggestive e particolari dell'isola. Attraversato un
bosco di lecci e ginepri secolari, ci si trova su una montagna ricca di
piccole piante nane, incastonate in una distesa immensa di pietre calcaree,
simili ad un paesaggio lunare.
Si prosegue a piedi per circa sessanta minuti fino a raggiungere Punta
Sos Nidos, una delle vette più alte del Supramonte di Oliena, a
1380 metri circa.
Arrivati in cima, di colpo si assiste ad uno degli scenari più
belli: davanti a noi si presenta un paesaggio di originale bellezza, dove
non solo si dominano le vallate e le montagne circostanti, ma anche il
mare, le spiagge e tutto il golfo di Orosei. Qui non sono improbabili
simpatici incontri con mufloni e cinghiali intenti a pascolare o uccelli
rapaci come l'aquila reale e le poiane, in quanto le falesie della montagna,
con strapiombi di centinaia di metri, sono le zone prescelte dai rapaci
per costruire i propri nidi. Non a caso questa montagna si chiama Punta
Sos Nidos.
Ammirato il paesaggio si prosegue in direzione di Vilithi, una località
della montagna dove è ancora possibile visitare uno dei tanti ovili,
ancora intatto, tra i più belli e particolari del Supramonte, costruito
nel 1800 dai pastori della zona e fatto in pietra e tronchi di ginepro.
Da qui si imbocca il sentiero di ritorno, che, passando per " Sa
Nurre 'e sas Palumbas", ci permette di raggiungere il fuoristrada
al punto di partenza.
Orario di partenza per l'escursione ore 9:00/15:00
Durata escursione: mezza giornata
Tipo di escursione: paesaggistica - botanica - naturalistica
Difficoltà: media
Escursione impegnativa, suggestiva e singolare per il suo aspetto botanico
- naturalistico, con paesaggi che spaziano decine di chilometri. È
consigliata a persone amanti della montagna e abituate ai trekking di
media difficoltà. Si cammina circa quattro ore a piedi su sentieri
di capre e mufloni, è consigliato avere pantaloni lunghi, scarpe
da trekking comode, uno zaino per una borraccia da almeno un litro d'acqua;
in giornate molto calde è bene portare un berrettino o una bandana;
chi volesse riportare a casa un ottimo ricordo della giornata, una macchina
fotografica, una telecamera e dei binocoli.
Si consiglia di non avventurarsi da soli, non superare la guida, seguire
sempre il sentiero e non affacciarsi nei dirupi, non rovinare le piante
strappando rametti o foglie e non disturbare gli animali della zona. Inoltre
per una buona riuscita dell'escursione è bene informare gli autisti,
gli accompagnatori o le guide su qualsiasi problema di salute.
Torna all'inizio
Superato il paese di Oliena ci si avvia su una strada sterrata che dopo
diversi tornanti ci porta in località "M.te Maccione".
Si prosegue attraverso i boschi di lecci di "Sas Prunas e Tuones"
fino a raggiungere "Pradu", una suggestiva terrazza naturale,
inconfondibile per il suo aspetto lunare e misterioso, e base di partenza
di numerosi trekking anche di più giorni .
Lasciati i fuoristrada, si prosegue a piedi in un bellissimo sentiero
di capre e mufloni, fino a raggiungere il tetto del Supramonte: Punta
Corrasi a 1463 m.
Arrivati in cima alla montagna, si assiste ad uno scenario unico ed irripetibile,
dove a vista d'occhio si domina mezza Sardegna: chilometri di terra incontaminata,
dalle montagne alle colline, dalle vallate alle pianure, dai fiumi ai
laghi, fino a raggiungere il mare.
Superata la vetta più alta si prosegue sulle creste della montagna
fino ad addentrasi nei boschi fittissimi di "Su Hordu e Vaheddos",
dove oltre ai pastori e ai loro ovili, non sono improbabili simpatici
incontri con animali selvatici quali mufloni, cinghiali, aquile reali
e poiane.
Oltrepassati i bellissimi boschi di lecci, tassi e ginepri secolari, si
raggiunge "Su hampu de Ala Segnora", una delle vallate più
misteriose ed interessanti dell'isola, in quanto, oltre al fatto che diversi
banditi del 1800 e 1900 , per anni hanno trovato rifugio nelle grotte
circostanti, è una delle mete più ambite per gli amanti
di piante endemiche e officinali, e fioriture particolari come peonie,
gigli e orchidee.
Da qui, raggiunti i fuoristrada si imbocca una vecchia strada di carbonai,
scolpita nelle creste della montagna ed immersa in un verde straordinario,
che dopo circa sessanta minuti ci riporta ad Oliena al punto di partenza.
Orario di partenza per l'escursione ore 9:00
Durata escursione: intera giornata
Tipo di escursione: paesaggistica - botanica - naturalistica
Difficoltà: alta
Escursione molto impegnativa, suggestiva e singolare per il suo aspetto
botanico-naturalistico, con paesaggi che spaziano decine di chilometri.
È consigliata a persone amanti della montagna e abituate ai trekking
molto lunghi. Si cammina circa sette ore a piedi su sentieri di capre
e mufloni, è consigliato avere pantaloni lunghi, scarpe da trekking
comode, uno zaino per il pranzo al sacco con una borraccia da almeno due
litri d'acqua. In giornate molto calde è bene portare un berrettino
o una bandana; chi volesse riportare a casa un ottimo ricordo della giornata,
una macchina fotografica, una telecamera e dei binocoli.
Si consiglia di non avventurarsi da soli, non superare la guida, seguire
sempre il sentiero e non affacciarsi nei dirupi, non rovinare le piante
strappando rametti o foglie e non disturbare gli animali della zona. Inoltre
per una buona riuscita dell'escursione è bene informare gli autisti,
gli accompagnatori o le guide su qualsiasi problema di salute.
Torna all'inizio
Superato il paese di Oliena, ci si avvia su una strada sterrata che dopo
pochi minuti ci porta a Scala Pradu, suggestiva terrazza naturale, ricca
di piante endemiche ed officinali, e base di partenza di numerosi trekking
anche di più giorni.
Lasciato il fuoristrada sulla terrazza accennata, si prosegue a piedi
in direzione di "Vilithi - Vilithi", splendida località
della montagna dove è ancora possibile visitare uno dei tanti ovili,
ancora intatti, tra i più belli e particolari del Supramonte, costruito
nel 1800 dai pastori della zona e fatto con il basamento circolare in
pietra e la volta, a forma conica, con tronchi di ginepro. Superato quest'ultimo,
si prosegue per i vecchi sentieri tracciati dai caprai, "scolpiti"
sui costoni calcarei della montagna, fitti di tassi, lecci e ginepri secolari.
Dopo circa sessanta minuti si raggiunge "Su Hampu de Orgoi",
singolare pianoro incastonato nella montagna, disteso ai piedi di Punta
Husidore, da dove, quasi di colpo, il paesaggio si dischiude alla vista
del visitatore che può spaziare per decine di chilometri: dal Supramonte
di Oliena a quello di Orgosolo, da Dorgali a Urzulei, fino alle creste
più alte del Supramonte di Baunei. Qui il paesaggio diventa unico
e singolare, ettari di terra incontaminata, ricca di alberi e piante,
fiori e animali, storia e tradizioni, fascino e mistero.
Superato Orgoi e lasciato il paesaggio circostante, si raggiungere in
breve tempo "Su Hampu 'e Sovana", grandissima distesa nel cuore
della montagna rocciosa, dipinta di verde tra le pareti cinerine del Supramonte
di Oliena. Sovana è una delle località più interessanti
della montagna, perché oltre alla presenza di numerosissimi animali
selvatici come il muflone, il cinghiale e l'aquila reale, e numerosissime
piante endemiche ed officinali, è ricca anche di siti archeologici
e monumenti naturali. Infatti sono ancora visibili resti di villaggi nuragici
e di singoli nuraghi abitati anche in età romana e in seguito abbandonati
nel tempo. Inoltre, non potevano mancare gli ovili o "pinnettos",
che da centinaia di anni hanno "offerto" riparo ai nostri pastori
e alle loro greggi, tutt'ora intatti e originali, e da noi utilizzati
come rifugi della montagna durante i trekking che durano più giorni.
Superato Sovana si imbocca un vecchio sentiero di capre e mufloni, che
ci porta, dopo circa due ore di marcia, alla Valle di Lanaitto, l'importantissima
valle, ricca di grotte, villaggi nuragici e monumenti naturali, e famosa
per la presenza del villaggio di Tiscali e della Grotta Corbeddu. Da qui,
raggiunti i fuoristrada alle falde della montagna, si imbocca una strada
sterrata che, passando in prossimità della sorgente di Su Gologone
ci permette di raggiungere Oliena al punto di partenza.
Orario di partenza per l'escursione ore 8:30
Durata escursione: intera giornata
Tipo di escursione: archeologica- paesaggistica - botanica - naturalistica
Difficoltà: alta
Escursione molto impegnativa, suggestiva e singolare per il suo aspetto
archeologico - botanico - naturalistico, con paesaggi che spaziano decine
di chilometri. È consigliata a persone amanti della montagna e
abituate ai trekking molto lunghi. Si cammina circa sette ore a piedi
su sentieri di capre e mufloni, è consigliato avere pantaloni lunghi,
scarpe da trekking comode, uno zaino per il pranzo al sacco con una borraccia
da almeno due litri d'acqua. In giornate molto calde è bene portare
un berrettino o una bandana; chi volesse riportare a casa un ottimo ricordo
della giornata, una macchina fotografica, una telecamera e dei binocoli.
Si consiglia di non avventurarsi da soli, non superare la guida, seguire
sempre il sentiero e non affacciarsi nei dirupi, non rovinare le piante
strappando rametti o foglie e non disturbare gli animali della zona. Inoltre
per una buona riuscita dell'escursione è bene informare gli autisti,
gli accompagnatori o le guide su qualsiasi problema di salute.
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Superato il paese di Oliena, si imbocca la vecchia statale che porta
ad Orgosolo. Arrivati in località "Neosula" si prosegue,
verso le vette del Corrasi, per un bellissimo cammino di carbonai, ricavato
sotto fittissimi boschi di lecci, corbezzoli e ginepri secolari, fino
a raggiungere località "Mancosu". Qui il paesaggio inizia
a cambiare, il bosco si chiude selvaggiamente formando vere e proprie
foreste, aprendosi di rado in piccole finestrelle di luce dalle quali
è possibile ammirare dall'alto chilometri di terra incontaminata:
montagne, pianure, valli, colline, fino alle cime più alte del
Gennargentu, che per buona parte dell'anno rimangono innevate.
Proseguendo sempre per il vecchio sentiero, ai piedi dei costoni calcarei
del Supramonte di Oliena, si arriva a "S' ishala 'e S'Arena",
affascinante passaggio che permette di superare la bianca e grigia cresta
della montagna, per immergersi poi, quasi d'improvviso, in un mondo naturale
dalle mille sfumature. Superato quest'ultimo passaggio, sembra essersi
calati velocemente in un'altra montagna, ricca di alberi ad alto fusto,
di animali domestici e selvatici, il tutto avvolto da un silenzio profondo,
rotto qua e là da qualche fruscio o da qualche battito d'ali. Un
momento di stasi surreale di forte connotazione emotiva.
Arrivati a "Taletto", si lascia il fuoristrada e si prosegue
a piedi percorrendo i vecchi sentieri dei caprai, che in circa sessanta
minuti, ci permette di raggiungere la dolina di "Su Sermone".
Il crollo, lento e costante della montagna, avvenuto in milioni di anni,
ha creato un enorme e grande cratere, con un diametro di circa 600 m.
e una profondità di circa 250. Un sommovimento millenario della
crosta terrestre ha creato una delle più grandi doline d'Europa,
all'interno della quale sembra aver trovato rifugio ogni forma di vita
animale e vegetale, con maestosi e imponenti tassi, aceri, lecci e ginepri
secolari, splendidi e numerosi branchi di mufloni, "immersi"
in un vero e proprio "imbuto" di calcare, dai coloratissimi
fiori cangianti quasi fosse un mosaico naturale, dove anche l'aquila reale
ha trovato riparo. Superato questo mondo naturale, si prosegue per alcuni
minuti fino a raggiungere "Su Hampu 'e Donanihoro", un enorme
ed esteso pianoro, circondato da bellissimi boschi di macchia mediterranea,
disteso ai piedi di un bianco nuraghe, dall'alto del quale si domina l'intero
altopiano e le montagne circostanti. Anche quest'ultimo, vero paradiso
incontaminato della Barbagia, ricco di fiori e di animali, colori e profumi,
fascino e mistero, è il luogo dove anche i vecchi sardi mastrucati
trovarono rifugio, costruendo oltre al bianco nuraghe un enorme e importante
villaggio. Lasciato "Donanihoro", si prosegue per i bellissimi
costoni calcarei del Supramonte, con paesaggi mozzafiato che spaziano
per decine di chilometri, fino a raggiungere la base della montagna. Qui,
si segue il letto di un fiume che si riempie d'acqua solo in occasione
di piogge abbondanti e superando alcuni tronchi di ginepro che fungono
da gradini, incastonati sulla parete rocciosa dai vecchi caprai, dopo
pochi minuti si raggiunge il fuoristrada nella Valle di Lanaitto.
Orario di partenza per l'escursione ore 9:00
Durata escursione: intera giornata
Tipo di escursione: paesaggistica - archeologica - botanica - naturalistica
Difficoltà: alta
Escursione molto impegnativa, suggestiva e singolare per il suo aspetto
archeologico - botanico - naturalistico, con paesaggi che spaziano decine
di chilometri. È consigliata a persone amanti della montagna e
abituate ai trekking molto lunghi. Si cammina circa sette ore a piedi
su sentieri di capre e mufloni, è consigliato avere pantaloni lunghi,
scarpe da trekking comode, uno zaino per il pranzo al sacco con una borraccia
da almeno due litri d'acqua. In giornate molto calde è bene portare
un berrettino o una bandana; chi volesse riportare a casa un ottimo ricordo
della giornata, una macchina fotografica, una telecamera e dei binocoli.
Si consiglia di non avventurarsi da soli, non superare la guida, seguire
sempre il sentiero e non affacciarsi nei dirupi, non rovinare le piante
strappando rametti o foglie e non disturbare gli animali della zona. Inoltre
per una buona riuscita dell'escursione è bene informare gli autisti,
gli accompagnatori o le guide su qualsiasi problema di salute.
Partiti da Oliena in fuoristrada si raggiunge il paese di Dorgali e si
prosegue per l'orientale sarda, l'importante strada romana costruita secoli
fa, da dove è possibile godere di un panorama unico ed originale.
Costeggiando le creste della montagna si ammira da prima il Supramonte
di Oliena, Dorgali e Orgosolo, per poi trovarsi davanti allo scenario
delle selvagge montagne di Baunei che scendono a picco fino al mare.
Dopo alcuni chilometri si lascia la strada principale per scendere in
direzione di Telettotes, una bellissima località nel cuore della
montagna, famosa oltre che per gli splendidi angoli naturali, anche perché
si trova la grotta di "Su Palu", la grotta più lunga
della Sardegna, ottima palestra per gli amanti della speleologia, che
con le sue innumerevoli diramazioni raggiunge un'estensione di circa quaranta
chilometri.
Lasciato il fuoristrada si prosegue a piedi guadando un piccolo ruscello
d'acqua limpidissima, che scende dalle alte pareti della montagna scomparendo
poi, inghiottita dalle viscere del Supramonte e percorrendo una parte
della grotta di Su Palu.
Il sentiero si snoda lungo il tormentato letto del torrente, alternandosi
in zone di fittissimo bosco quasi impenetrabile, di spazi aperti e soleggiati
che permettono di ammirare le grandi pareti grigie e rossastre della montagna,
per ritrovarsi poi lungo il letto del fiume, immersi in veri boschi di
oleandri secolari dai mille colori, a superare vere e proprie "sfere"
di calcare, levigate e plasmate dal costante lavoro dell'acqua cristallina
che scorre indisturbata fino a raggiungere Cala Luna.
Arrivati alla famosissima spiaggia, dalla sabbia fine e "croccante",
con il mare turchese e cristallino che si dischiude improvvisamente dietro
i bellissimi ginepri secolari, le bianche ed enormi rocce calcaree lavorate
e levigate dalle grandi mareggiate, lasciano ammirato lo sguardo di chicchessia,
proponendo una vista di tale bellezza. Il fiume che scorre lungo un letto
tortuoso e nascosto, ora dalla roccia, ora dalla vegetazione, finisce
il corso gettandosi sul mare trasparente, mentre la spiaggia di rena bianca
di Cala Luna appare contornata da oleandri secolari dai mille colori.
I gabbiani e i cormorani, da sempre custodi di questa bellezza nascosta,
intrecciano voli negli alti cieli della Sardegna orientale e si esibiscono
in tuffi di rara maestria. Infine la sua posizione geografica, incastonata
la tra le falesie della montagna calcarea, danno a Cala Luna un tocco
di originale bellezza tanto da classificarla una delle spiagge più
affascinanti del mondo, meta prediletta da numerosissimi turisti.
Ammirato e goduto questo angolo di rara bellezza, si risale di quota e
si percorre un bellissimo sentiero molto largo e facilmente transitabile,
che ci permette di godere dall'alto degli splendidi fondali marini del
golfo di Orosei, fino a raggiungere i fuoristrada a Cala Fuili e ritornare
al punto di partenza.
Orario di partenza per l'escursione ore 8:30
Durata escursione: intera giornata
Tipo di escursione: paesaggistica - botanica - naturalistica
Difficoltà: alta
Escursione molto impegnativa, suggestiva e singolare per il suo aspetto
archeologico - botanico - naturalistico, con paesaggi che spaziano decine
di chilometri. È consigliata a persone amanti della montagna e
abituate ai trekking molto lunghi. Si cammina circa sette ore a piedi
lisce lavorate dall'acqua, è consigliato avere pantaloni lunghi,
scarpe da trekking comode, uno zaino per il pranzo al sacco con una borraccia
da almeno due litri d'acqua. In giornate molto calde è bene portare
un berrettino o una bandana; chi volesse riportare a casa un ottimo ricordo
della giornata, una macchina fotografica, una telecamera e dei binocoli.
Si consiglia di non avventurarsi da soli, non superare la guida, seguire
sempre il sentiero e non affacciarsi nei dirupi, non rovinare le piante
strappando rametti o foglie e non disturbare gli animali della zona. Inoltre
per una buona riuscita dell'escursione è bene informare gli autisti,
gli accompagnatori o le guide su qualsiasi problema di salute.